Sei studenti del Liceo Laurana-Baldi di Urbino in Turchia

 ad allenarsi a combattere la disoccupazione giovanile

Uno studente e tre studentesse delle Scienze Umane e due studentesse del quarto anno dello Scientifico del Liceo Laurana-Baldi, accompagnati da un docente,  dal 20 al 28 maggio 2019 hanno preso parte nel sud della Turchia, e precisamente nel Comune di Dosemealti nei pressi della città di Antalya,  al progetto europeo “Youth Exchange Unemployed Entrepreneurs”, finanziato dall’Erasmus Plus e organizzato dalla sezione turca dell’Associazione Euroteam.

 Gli studenti del Laurana-Baldi per una settimana hanno lavorato sul tema della disoccupazione giovanile e  sulle possibili piccole azioni per combatterla insieme ad altri 24 colleghi -tra i 16 e i 19 anni- provenienti da scuole superiori della Repubblica Ceca, della Spagna, della Gran Bretagna e della Turchia. La finalità del progetto è stata quella di stimolare nei partecipanti la reciproca conoscenza, la socializzazione, la comunicazione in lingua straniera, l’imprenditorialità, la creatività e lo scambio culturale, praticando e rafforzando in un progetto concreto le otto competenze chiave del Life Long Learning Programme del 2006 (rinnovato nel 2018), su cui i Paesi membri dell’Unione Europea già da molti anni stanno investendo molte energie e fondi: la competenza nella madre lingua, quella nelle lingue straniere, quella matematica, scientifica e tecnologica, quella digitale, quella personale, sociale e dell’apprendere ad apprendere, quella di cittadinanza, quella dell’intraprendenza, quella dell’apertura mentale verso le altre culture fondata su una salda coscienza della propria identità.

 Grazie a questa esperienza, breve ma intensissima (si alloggiava e si lavorava sempre in gruppi internazionali), i 30 giovani delle cinque Nazioni hanno avuto la possibilità di conoscersi senza pregiudizi, di convivere con le proprie peculiarità nazionali, di condividere le proprie competenze e di collaborare a un comune compito, che in questo caso riguardava la conoscenza del mondo del lavoro, l’acquisizione di nozioni giuridiche ed economiche e la messa in pratica  – anche se solo  in modalità virtuale – di abilità volte alla creazione di piccolissime imprese (una kebaberia, un panetteria, un laboratorio di caramelle, un ristorante, un biscottificio).

I diversi strumenti per creare queste piccole iniziative imprenditoriali virtuali sono stati messi a disposizione da ciascun gruppo nazionale. Infatti nelle scuole dei propri Paesi ogni gruppo durante degli incontri preparatori ha lavorato su un particolare aspetto del tema del Progetto e i risultati di tali ricerche specifiche sono stati condivisi durante le sessioni di lavoro mattutine e pomeridiane:  l’analisi Swot (punti di forza, debolezze, opportunità e minacce), business plan, correttezza dei rapporti (Fare attitude) tra datori di lavoro e lavoratori, creare un’impresa, curriculum vitae, colloquio di lavoro, pubblicità e promozione.

Durante la permanenza in Turchia oltre al lavoro seminariale sui temi del Progetto (sempre svolto in gruppi internazionali), i partecipanti hanno potuto  visitare alcune località, siti archeologici, luoghi di particolare interesse ambientale e apprendere in serate culturali (National Cultural Day) alcune nozioni geografiche, storiche, politiche, artistiche, etnografiche e culinarie di ciascun Paese; infatti ogni sera un gruppo nazionale doveva far conoscere agli altri partecipanti, come meglio credeva, il proprio Paese.

Indimenticabili sono state le visite alle antiche poleis greche di Phaselis e di Thermessos,  alla città romana di Myra, alla Chiesa di St. Nicholas di Demre, all’antico porto greco sommerso nel mare di fronte all’isola di Kekova, alla caverna preistorica di Karain. Indimenticabili non solo per la bellezza dei luoghi visitati, ma anche per i momenti conviviali vissuti dai partecipanti, i quali vincendo timidezze e timori, dimenticandosi delle proprie difficoltà linguistiche e culturali, hanno potuto conoscersi meglio, allacciare nuove amicizie e sentirsi sempre più vicini e solidali, sentendosi quasi in una casa comune piena d’affetto e di pacifica familiarità.

 

 

Urbino, 3.6.2019